Oggi ti parlo di una trappola subdola. Non fa rumore, non si impone.
È silenziosa… ma logorante. Si chiama zona di comfort. Ora, magari pensi: “Sì, Walter, lo so già. Esci dalla zona di comfort, lo dicono tutti.” Vero. Ma io non ti dirò quello.
Io ti dico: non devi viverci fuori. Devi solo allargarla.
La zona di comfort non è per forza negativa. È casa tua. È ciò che conosci. Ma il problema è quando ci stai troppo. Quando ti adatti, ti accontenti, ti convinci che “alla fine va bene così” … anche se sai che potresti dare di più.
Ecco il paradosso: Più stai lì, più ti sembra che vada tutto bene. Ma nel frattempo, smetti di crescere. La zona comoda, se non la alleni… si stringe. Ti restringe.
Io l’ho vissuto: ero il numero uno in hotel a Moena, poi mi sono seduto. Fino a quando un amico, con affetto, mi ha detto: “Da conoscente: bella seratina. Da amico: fai cagare.”
SBAM.
E lì ho ricominciato ad uscire. A sperimentare. A crescere.
Oggi non ti chiedo di mollare tutto. Ti chiedo solo di uscire per un attimo. E tornare dentro… più ricco.
Compito del Capitolo 4 – Mappa la tua zona comoda (e allarghiamola)
Scrivi, se vuoi anche solo per te, rispondendo a queste domande:
Qual è la tua zona di comfort oggi? Scrivi tutto ciò che per te è comodo, sicuro, prevedibile.
(Es: lavorare da solo, non esporsi sui social, evitare il confronto…)
Scrivi almeno 2 cose che oggi ti fanno un po’ paura… ma che sai potrebbero farti crescere.
(Es: raccontare la tua storia, chiedere aiuto, proporre un’idea…)
Ora: scegli una piccola azione concreta da fare entro 3 giorni per “uscire per un attimo”. Piccola. Ma fuori dalla tua zona.
Esci. Fai. Rientra. E guarda se qualcosa è cambiato.
La tua zona di comfort può essere casa… ma solo se ogni tanto esci a prendere aria.