Non parlo di quello che è giusto volere. Non parlo di quello che ti è stato insegnato a desiderare. Parlo di quella cosa che torna a bussare ogni tanto, magari di notte, o mentre guidi da solo. Il desiderio è un motore. Ma spesso lo teniamo in garage, perché fa paura ammettere che c’è qualcosa di più che vogliamo… anche se la nostra vita è “già abbastanza”.
Io, per esempio, volevo ispirare. Ma all’inizio dicevo: “Mi basta far ridere.” Poi dicevo: “Mi basta che mi applaudano.” Poi ho capito che il mio vero desiderio era lasciare un segno.
E da lì è cambiato tutto. Perché quando lo riconosci, il desiderio ti tira fuori dal dietro le quinte.
Diventa forza. Direzione. Fuoco.
Oggi non ti chiedo di spiegarlo. Ti chiedo solo di sentirlo. Anche se non è logico. Anche se è scomodo. Anche se fa paura. Perché è tuo. E merita rispetto.
Compito del Capitolo 9 – Accendi il tuo desiderio
Scrivi, se vuoi anche solo per te, rispondendo a queste domande:
Chiudi gli occhi per 1 minuto. Respira. Poi scrivi liberamente: “Se non avessi limiti, se nessuno mi giudicasse… io vorrei davvero…”
Scrivi senza censura. Usa la prima persona.
Es: “Vorrei parlare davanti a migliaia di persone.” “Vorrei lasciare il mio lavoro e aprire un centro tutto mio.” “Vorrei essere visto. Amato. Riconosciuto.”
Ora leggi ad alta voce quello che hai scritto. Fallo anche solo per te. Ma fallo. Perché le parole non dette… pesano.
Non avere paura del tuo desiderio. Abbine cura.
È lì per spingerti fuori. È lì per dirti che… è tempo di salire sul palco.