capitolo 2 — Il “Sì però…"
La voce che ti blocca
Abbiamo iniziato a guardare dentro, ora iniziamo a liberare.
Liberare da cosa?
Dalla frase più subdola e potente che conosca:

“Sì però…”
“Sì però non sono pronto…”
“Sì però ora non è il momento…”
“Sì però ho già provato…”
“Sì però io non sono portato…”

Lo so. Lo dico perché ci sono passato anch’io.
Il “Sì però” sembra innocuo, sembra una scusa elegante. Ma in realtà è una catena dorata.
Ti fa sentire legittimato a restare fermo, ma ti toglie ossigeno.

Il “Sì però” non ti dice che sei sbagliato. Ti dice che non è ancora il momento.
Che magari domani. Che magari più avanti. Che magari quando ti sentirai più sicuro.
Ma quel momento, lo sai bene, non arriva mai.

Il mio personale “sì però” diceva:
“Sì però ho una famiglia da mantenere, non posso buttarmi nel vuoto.”
“Sì però ormai ho 28 anni, cosa vuoi che succeda…”

E poi un giorno è arrivata una voce.
Una donna. Uno sguardo. Una frase: “Forse non hai capito tu.”
E lì ho scelto. Non di essere pronto, perché non ero pronto.
Ma di dire: “Sì, e adesso mi muovo.”
Compito del Capitolo 2 – Il tuo “Sì però…
Scrivi, se vuoi anche solo per te, rispondendo a queste domande:
  • Qual è la frase che ti racconti ogni volta che NON agisci?
    Inizia con “Sì però…” Scrivila senza filtri.
  • In quali situazioni la dici più spesso? Quando devi proporti? Esporti? Parlare di te?
  • Ora… trasformala. Sostituisci “Sì però…” con “Sì, e…"
    Sì però non sono pronto” diventa → “Sì, e posso iniziare a prepararmi oggi stesso facendo… ”
Non è grave avere scuse. È umano.
Grave è solo non accorgersene.
E oggi, tu l’hai fatto.