Oggi ti voglio raccontare una storia che uso spesso nei miei speech.
Se potessi avere un dito in più… lo vorresti? Sai cosa rispondono quasi tutti? No. Perché? Sto bene così. Non mi serve. Non saprei cosa farci.
Poi faccio un’altra domanda: “E se qualcuno volesse tagliarti un dito? Cosa faresti?”
E lì scatta la reazione. Tutti pronti a difendersi, a combattere, a proteggersi. Per non perdere qualcosa che già hanno, si mobilitano. Ma per ottenere qualcosa in più… quasi nessuno si muove. Questo è il paradosso. Siamo disposti a lottare per non perdere… ma raramente agiamo per migliorare.
E allora ti chiedo: Quante possibilità stai lasciando lì, fuori dalla porta, solo perché “non ti servono” o “stai bene così”?
E se invece quel “dito in più” fosse la cosa che ti permette di afferrare di più, fare meglio, esprimerti di più? Magari non sai ancora cosa potresti farci.
Ma lo scoprirai solo se smetti di accontentarti.
Compito del Giorno 3 – Il tuo “dito in più”
Scrivi, se vuoi anche solo per te, rispondendo a queste domande:
Scrivi almeno 3 cose che oggi ti fanno dire “Sto bene così”. (Es: “Il mio lavoro è stabile”, “Ho già un po’ di visibilità”, “So già comunicare abbastanza” …)
Ora chiediti: Se avessi un dito in più, una possibilità in più, un coraggio in più, un talento in più, cosa potresti fare che oggi non fai? Scrivilo.
Infine, scrivi: Qual è la prima micro-azione che puoi fare per avvicinarti a quella possibilità in più? (Una telefonata, un messaggio, un video, un confronto…)
Oggi non ti chiedo di cambiare tutto. Ti chiedo solo questo: Non difendere solo ciò che hai… Comincia a desiderare ciò che potresti essere.