Ti racconto di uno dei momenti che più mi hanno cambiato la vita.
E non è stato durante un successo… ma dopo una serata andata male. Avevo appena finito uno spettacolo, e non era andato benissimo. Sai quelle volte in cui senti che non hai brillato?
Avevo fatto tutto in automatico, con poca energia, poca connessione. La sera stessa un amico mi scrive un messaggio. Lo stesso di due giorni fa.
Dice: “Da conoscente… bella serata. Da amico… fai cagare.”
Boom. Una mazzata. Ma detta con amore. Con rispetto. Perché solo un vero amico ti può dire la verità… per farti migliorare. Quella frase mi ha svegliato. Mi ha fatto smettere di vivacchiare sul palco. Mi ha fatto rientrare in me.
Il feedback fa paura, lo so. Ma è una torcia, se lo accetti. Ti mostra punti ciechi. Ti fa crescere. Ti fa uscire dall’ego e rientrare nel cuore. Oggi ti chiedo di fare una cosa che pochi hanno il coraggio di fare: chiedere un feedback sincero.
E poi usarlo. Non per giudicarti, ma per illuminarti.
Compito del Capitolo 6 – Accendi la torcia
Scrivi, se vuoi anche solo per te, rispondendo a queste domande:
Scrivi il nome di una persona di cui ti fidi davvero. Qualcuno che ti stima, ma che non ti lecca i piedi.
Chiedile un feedback sincero su di te. “Qual è una cosa che potrei fare meglio?” “Cosa ti frena nel fidarti di me al 100%?” “Quando mi vedi, cosa pensi che potrei tirare fuori ma non faccio?”
Appena lo ricevi, respira. Non difenderti. Usalo.
Scrivi qui, se vuoi:
● Cosa ti ha colpito? ● Dove puoi migliorare? ● Cosa puoi fare già da oggi?
Il feedback non è una ferita. È un faro. Sta a te decidere se accenderlo o tenerlo spento.